
L'impazienza e la voglia di assaggiare il raccolto, che ci è costato tanta fatica portare a buon fine, possono farci trascurare due processi fondamentali: l'essiccazione e la concia della cannabis. Che tu abbia una coltivazione di marijuana o di infiorescenze CBD, resisti alla tentazione di accenderle subito. Dedicare tempo a essiccare e conciare correttamente è decisivo quanto la varietà di marijuana scelta, i fertilizzanti o le condizioni di coltivazione.
Perché sono così importanti l'essiccazione e la concia della cannabis?
Non di rado il coltivatore alle prime armi trova fastidioso essiccare e conciare le sue infiorescenze, come se non facesse parte del rituale della coltivazione. Grave errore: se vogliamo gustare cannabis di prima qualità, queste fasi sono importanti tanto quanto la coltivazione stessa.
L'importanza dell'essiccazione nella qualità delle infiorescenze
L'essiccazione è fondamentale perché, se la cannabis non perde gran parte dell'acqua e della clorofilla dei suoi tessuti, né il THC, né il CBD, né alcun cannabinoide acquisisce le proprietà adatte al consumo: restano inattivi nel loro stato acido (THCa, CBDa…). Si attivano grazie alla decarbossilazione, applicando calore (per esempio con la combustione). E c'è di più: le infiorescenze non decarbossilano bene i loro cannabinoidi se non hanno perso umidità a sufficienza.
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L'importanza della concia: sapore, aroma e conservazione
La concia, anche se non è indispensabile quanto l'essiccazione (delle infiorescenze che hanno già perso umidità sono adatte al consumo), è la ciliegina sulla torta: prolunga l'essiccazione a un ritmo ottimale, ferma la degradazione delle infiorescenze, ne migliora le qualità e previene la comparsa di muffa.

Come essiccare la cannabis passo passo
L'obiettivo dell'essiccazione è ridurre l'umidità. Le infiorescenze appena raccolte hanno circa il 75% di umidità e bisogna abbassarla fino al 15%. Come? Con questi passaggi:
1. Raccogli al punto ottimale e fai la manicure delle infiorescenze
Se ti precipiti o raccogli in ritardo, poco importa quanto bene essicchi. Bisogna raccogliere quando i tricomi maturi sono per lo più lattiginosi, con qualche puntino ambrato, dopo un lavaggio delle radici la settimana precedente. Poi la manicure: rimuovi le foglie di zucchero e le foglie interne (ostacolano l'essiccazione e danno un sapore aspro) con forbici da potatura. Decidi se lasciare i rami a seconda del metodo di essiccazione.
2. Scegli lo spazio ideale: buio, temperatura e umidità
Un luogo buio, asciutto, fresco e ventilato. Temperatura tra 18 °C e 24 °C e umidità intorno al 50%. Attenzione all'aria: deve circolare delicatamente attorno alle infiorescenze, mai in modo diretto. Oltre i 24 °C i terpeni evaporano e perdi aroma. Se il tuo spazio non ha queste condizioni, creale con apparecchi (ventilatori, umidificatori…), anche se non è l'ideale.
3. Scegli il metodo di essiccazione: appese o su reti
Le due tecniche più diffuse: appendere le infiorescenze a testa in giù a delle corde (la più economica; aver lasciato i rami aiuta) oppure usare reti da essiccazione verticali a più livelli (ottimizzano lo spazio; meglio togliere i rami). In entrambi i casi, le infiorescenze non devono restare ammassate: lascia spazio perché l'aria circoli e si essicchino meglio.
4. Tempo di essiccazione della cannabis: da 2 a 3 settimane
L'ideale è aspettare dalle due alle tre settimane, a seconda della varietà, del tipo di coltivazione e delle condizioni. Non accelerare mai con più calore o meno umidità: degraderesti le proprietà. Se hai dubbi, la concia ti aiuterà a perfezionare il risultato.
Come capire quando la cannabis è secca: il test del rametto
Le infiorescenze si essiccano dall'esterno verso l'interno, quindi le sentirai sempre più secche fuori. La cannabis secca al punto giusto è croccante fuori ma conserva un po' di umidità dentro, senza sbriciolarsi quando la stringi. Il metodo infallibile è il test del rametto spezzato: piega un rametto; se scricchiola e si spezza, è pronta; se si piega senza rompersi, lasciala essiccare ancora. Un colore più spento e un aroma che sa meno di «erba fresca» indicano anch'essi che procede bene (è un altro segnale per capire se una cima è di buona qualità).
Come conciare la cannabis passo passo
Con una buona concia preservi sapori, aromi e cannabinoidi come il CBD (tutte le proprietà organolettiche). Il livello di umidità deve attestarsi sull'8-10%. Per farlo:
- Conferma che l'essiccazione sia corretta. In caso di dubbio, ripeti il test del rametto spezzato.
- Pulisci bene le infiorescenze. Se avevi lasciato i rami per l'essiccazione, ora vanno tolti: le infiorescenze, il più pulite possibile.
- Usa contenitori ermetici adatti. I più usati sono i barattoli di vetro con chiusura ermetica: puliti, conservano bene e lasciano vedere lo stato delle infiorescenze. Vanno bene anche scatole di legno, vasi di ceramica o contenitori per alimenti. Non usare barattoli troppo grandi; se hai un raccolto abbondante, suddividilo.
- Riempi i barattoli al 75%. Lascia un po' di spazio vuoto e non premere né ammassare le infiorescenze. Chiudi ermeticamente.
- Conservali in un luogo buio, fresco e asciutto. Temperatura intorno ai 20 °C e umidità un po' più alta che in essiccazione, intorno al 60%.
- Arieggiali ogni giorno (il «burping»). La prima settimana o i primi 10 giorni, apri il barattolo almeno una volta al giorno per 5-10 minuti per farlo arieggiare. Poi, ogni 2-3 giorni è sufficiente. Approfittane per controllare le infiorescenze: se vedi muffa, qualcosa non va.
- Abbi pazienza. La concia può durare da 2 settimane a 2-3 mesi (o più), a seconda della varietà e delle condizioni; dopo 6 mesi le infiorescenze iniziano a degradarsi. Verificherai il punto premendo delicatamente: se non scricchiolano o senti umidità, non sono ancora conciate.
Come conservare la cannabis dopo la concia
Una volta conciate, basta riporre le infiorescenze in un contenitore opaco e ben chiuso, sottovuoto: così durano anche anni. Evita la luce e gli sbalzi improvvisi di temperatura o umidità. Trovi tutti i dettagli nella nostra guida su come conservare i fiori di cannabis.
Errori e problemi comuni nell'essiccazione e nella concia
- Essiccazione troppo rapida (calore o aria diretta): infiorescenze fragili e sapore aspro, con perdita di aroma e potenza.
- Eccesso di umidità (>65%): rischio di muffa; scarta l'infiorescenza colpita, non fumarla mai.
- Odore di ammoniaca durante la concia: segnale di umidità alta; arieggia le infiorescenze per qualche ora prima di richiudere.
- Infiorescenze troppo secche: recupera un po' di consistenza con un pezzo di buccia di agrume o un regolatore di umidità, mai bagnandole direttamente.
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