Un passo avanti verso la depenalizzazione e la legalizzazione della marijuana in Europa

Marijuana legale Europa

Pubblicazione delle conclusioni del Consiglio dell’Unione Europea con un approccio più progressista alla questione delle droghe.

Verso la legalizzazione della marijuana in Europa

Il Consiglio dell’Unione Europea mostra la sua posizione più progressista in materia di politica sulle droghe, approvando un nuovo approccio alle droghe basato sui diritti umani.

L’Europa indica una nuova direzione: politiche sulla droga radicate nei diritti umani

Nelle conclusioni del Consiglio, Conclusioni del Consiglio sull’approccio basato sui diritti umani nelle politiche sulle droghe riconosce il diritto dei Paesi di depenalizzare il possesso personale di droghe e di proteggere la salute dei propri cittadini. Il Consiglio è il principale organo legislativo dell’Unione Europea e le sue decisioni hanno un impatto diretto sulla politica dei Paesi membri. Il suo potere è ciò che dà grandezza e importanza alle notizie.

Il documento esorta gli Stati membri dell’Unione Europea (UE) a sviluppare politiche sulle droghe che proteggano e promuovano i diritti umani, riducano la discriminazione e la stigmatizzazione e permettano l’accesso volontario a servizi come la prevenzioneprogrammi basati sull’evidenza, riduzione dei rischi e dei danni, individuazione e interventi precoci, consulenza, trattamento, riabilitazione e reinserimento sociale per le persone che fanno uso di droghe.

I Paesi membri sono inoltre invitati a valutare congiuntamente l’impatto delle sanzioni coercitive e della giustizia penale legata alla droga, in particolare per i gruppi emarginati e vulnerabili.

In breve, la conclusione del Consiglio richiede un approccio nuovo, più realistico e più solido alla politica sulle droghe in Europa, basato su dati e prove scientifiche. L’obiettivo è quello di promuovere una politica sulle droghe basata sui diritti umani, sulla diversità, sull’uguaglianza e sull’inclusione di tutti i cittadini, e di promuovere una risposta efficace da parte dei governi.

Il lavoro è stato guidato dalla Repubblica Ceca, che ha guidato il Gruppo di lavoro orizzontale sulle droghe del Consiglio durante il suo semestre di presidenza dell’Unione europea. La conclusione del Consiglio è stata pubblicata l’8 dicembre 2022 ed è stata approvata dal Consiglio “Giustizia e affari interni”.

Che tipo di farmaci vuole regolamentare l’UE?

Questa conclusione del Consiglio europeo non specifica alcun tipo particolare di droga, marijuana, droghe sintetiche, cannabinoidi sintetici o altro. È un primo passo verso la formazione di una piattaforma comune tra tutti i Paesi europei per riconsiderare le politiche sulle droghe.

È chiaro che non tutte le droghe sono uguali, né hanno lo stesso impatto e la stessa realtà sociale. Per quanto riguarda il tema in questione, vediamo cosa ha da dire il gruppo di lavoro sulla regolamentazione europea della cannabis.

La politica della cannabis in Europa

Porre fine alla guerra alla droga e promuovere politiche basate sui diritti umani

Attualmente, ogni Paese europeo ha leggi diverse sulla cannabis, il che non ha senso. E non fraintendete l’affermazione: va bene che ogni Paese sia sovrano di se stesso, ma ci sono leggi che sono ingiuste perché non si basano su dati scientifici, ma sullo stigma sociale, discriminando così una parte della popolazione e violando i diritti umani. Ed è questo che la nuova prospettiva sulla politica delle droghe vuole correggere. Tra tutte le droghe, e questa è un’opinione personale – basata su un’ampia informazione ed esperienza nel settore – mi sembra che la marijuana sia la droga più ingiustamente criminalizzata.

Stigma e ipocrisia della cannabis in Europa

La politica europea sulla cannabis si è sempre dimostrata ipocrita, essendo governata da criteri arbitrari e da dati scientifici obsoleti. Per molti anni, questa politica è stata inizialmente basata sulla Convenzione Unica sugli Stupefacenti delle Nazioni Unite del 1961, in cui si La cannabis e la sua resina (hashish) sono state classificate come droga di serie IV, al pari dell’eroina! Dal punto di vista scientifico, per lo meno, la cannabis è più sicura degli oppiacei, in quanto non vi è alcun rischio di morte associato al suo uso. Ma solo nel dicembre 2020 (quasi 60 anni dopo!) questa barbarie è stata modificata e si è votato per eliminare la marijuana dall’elenco delle droghe.

Qualcosa sta cambiando nel vecchio continente

Solo nel continente europeo esiste un’ampia disparità nella regolamentazione del mercato della cannabis a scopo ricreativo: leggi e sanzioni diverse, vari gradi di permissività e limiti legali di THC ridicoli.

Nell’ultimo anno, abbiamo visto diversi paesi europei cambiare le proprie leggi sulla cannabis: il proposta di regolamentazione della cannabis a scopo ricreativo in Germania, legalizzazione della vendita di fiori di CBD in Francia, l’aumento del limite legale di THC all’1% in Cechiail La legalizzazione della cannabis approvata a MaltaAnche il Lussemburgo sta lavorando per la legalizzazione della cannabis non terapeutica.

Questi sono solo alcuni esempi dei principali cambiamenti in atto a livello europeo nel campo della cannabis. Ma abbiamo anche visto che questi tentativi di legalizzare la cannabis stanno fallendo a causa della burocrazia, della mancanza di un solido quadro giuridico e dell’eccessiva regolamentazione.

Tutto ciò riflette la complessità del mercato della cannabis in epoca modernaDa un lato, non si può escludere la possibilità di un uso problematico della cannabis che potrebbe portare a rischi per la salute, ma la Germogli di cannabis CBD e il CBD hashish si trovano in una zona grigia (avendo una percentuale minima di THC e non potendo attribuire loro effetti stupefacenti). Come si fa a stabilire quale sia il limite di THC sicuro? Altre droghe come l’alcol non sono regolamentate? Chi ha il diritto di decidere, con cognizione di causa, quali farmaci inserire nel proprio corpo?

    Cambiamenti nella legislazione sulla marijuana in diversi Paesi europei

    Negli ultimi anni si è assistito a un cambiamento significativo nelle politiche relative alla cannabis in diversi Paesi europei, con un passaggio alla regolamentazione e alla depenalizzazione del consumo di cannabis a scopo ricreativo per gli adulti. Alcuni esempi di rilievo sono descritti di seguito:

    Lussemburgo

    Dal 2018, il Lussemburgo ha legalizzato il consumo di cannabis per uso ricreativo, consentendo agli adulti di avere fino a quattro piante di marijuana in casa. Inoltre, la vendita di semi di cannabis è autorizzata senza restrizioni in termini di quantità o livello di THC, la componente psicoattiva della pianta.

    Malta

    Alla fine dello scorso anno, Malta ha compiuto un passo simile legalizzando la cannabis. La legge stabilisce un limite di possesso di 7 grammi e consente la coltivazione di un massimo di quattro piante a casa per uso personale. Il consumo è consentito anche nelle associazioni private senza scopo di lucro, con un massimo di 500 soci. Tuttavia, il consumo nei luoghi pubblici è vietato.

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    Portogallo

    Nel 2001, il Portogallo ha depenalizzato il possesso di un massimo di 25 grammi di marijuana e il suo consumo personale. Inoltre, è stato autorizzato l’uso terapeutico della pianta.

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    Repubblica Ceca

    Sebbene la cannabis rimanga illegale nella Repubblica Ceca, nel 2010 non è più considerata un reato penale. Il possesso di un massimo di 10 grammi o di cinque piante non è punibile, purché sia per uso personale.

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    Paesi Bassi

    I Paesi Bassi hanno adottato una politica unica nel suo genere, che consente il consumo nei Coffee Shop con licenza governativa. Inoltre, è consentita la vendita nei negozi e il possesso fino a 5 grammi. La legislazione consente anche la coltivazione di un massimo di 5 piante senza conseguenze legali, a patto che sia per uso personale. L’uso medico della cannabis è completamente legale in questo Paese.

    Questi cambiamenti nelle politiche sulla cannabis in Europa riflettono una tendenza verso una maggiore tolleranza verso la regolamentazione e la legalizzazione del consumo di cannabis, sia per uso ricreativo che terapeutico. I vari Paesi hanno adottato approcci diversi a questo proposito, cercando un equilibrio tra libertà individuale e tutela della salute pubblica.

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    Proposta di regolamentazione della cannabis ricreativa in Europa

    Cos’è la depenalizzazione della cannabis?

    La depenalizzazione della cannabis si riferisce a modifiche legislative relative ad attività minori, personali e non violente legate alla cannabis. In altre parole, quando una persona si procura una particolare sostanza per uso e/o possesso personale, non deve affrontare ripercussioni penali o legali. Questo è ciò che definisce la depenalizzazione delle droghe come la conosciamo oggi.

    A questo proposito, nelle conclusioni del Consiglio si legge: “…. In base alle convenzioni delle Nazioni Unite sul controllo delle droghe, gli Stati possono prendere in considerazione misure alternative non detentive per le persone accusate di reati minori non violenti legati alle droghe e possono prevedere, in conformità con i sistemi costituzionali, legali e amministrativi nazionali, misure alternative o aggiuntive alla condanna o alla pena.“.

    Sulla depenalizzazione della marijuana in Europa

    Cannactiva, negozio di CBD, ha avuto accesso esclusivo al materiale di lavoro del gruppo sulle droghe della cannabis presentato al Consiglio dell’Unione Europea. Questo rapporto presenta sfide politiche significative per l’applicazione della legislazione internazionale ed europea sulla cannabis, sottolineando la necessità di depenalizzare e regolamentare il consumo non medico di cannabis.

    Il documento, preparato da Kenzi Riboulet-Zemouli ricercatrice indipendente sulla cannabis con sede a Barcellona, associata al Cannabis Hub e con la collaborazione di Benjamin-Alexandre Jeanroy, fornisce un’interessante analisi della criminalizzazione del possesso di cannabis in diversi Paesi europei.

    In Europa troviamo sistemi molto repressivi, con depenalizzazioni di fatto. Le politiche adottate da Francia e Paesi Bassi ne sono un buon esempio. In Francia, le autorità preposte all’applicazione della legge sono libere di deviare (o meno) verso l’azione penale quando rilevano il possesso di piccole quantità di marijuana. Da parte loro, gli olandesi possono (o meno) “praticare la depenalizzazione”: la legge prevede una componente penale, ma in pratica può non esserci alcuna punizione. In entrambi i casi, la criminalizzazione è sempre possibile.

    Vengono anche mostrati esempi di Paesi un po’ meno repressivi: la Spagna come esempio di sanzioni soggette alla discrezionalità della polizia, il Portogallo e la Repubblica Ceca con discrezionalità amministrativa e sanzionatoria, e la Polonia con discrezionalità nel sistema penale. In molti di questi casi, la criminalizzazione del possesso personale di cannabis rimarrà.

    11 modi per regolamentare la cannabis nell’Unione Europea

    Il documento di lavoro interno sulla cannabis a cui Cannactiva ha avuto accesso evidenzia la mancanza di iniziative politiche efficaci sul tema e passa in rassegna 11 opzioni per l’attuazione di una politica sulle droghe all’interno del quadro giuridico internazionale ed europeo, alcune più raccomandabili di altre.

    Nella sua analisi, l’esperto Riboulet-Zemouli valuta due opzioni di politica sulle droghe che potrebbero essere attuate in modo sicuro, ma espone anche le cattive idee, mostrando come alcune politiche possano avere conseguenze addirittura perverse sulle persone.

    In definitiva, ogni Paese deciderà le proprie politiche sulla cannabis e terrà conto del fatto che qualsiasi restrizione imposta deve essere giustificata e non discriminatoria.

    Legalità e regolamentazione della marijuana in Europa: cosa succederà?

    La pubblicazione delle conclusioni del Consiglio dell’Unione Europea è stata accolta da molti come una notizia estremamente promettente che prevede miglioramenti nell’approccio a questioni come l’abuso di droghe o l’accesso controllato a determinate sostanze, e si prevede che servirà da base per promuovere una piattaforma per la riforma della politica sulle droghe sulla marijuana legale.

    Kenzi Riboulet-Zemouli, ricercatore di politica internazionale sulle droghe e autore principale del rapporto sulla cannabis presentato al Consiglio dell’Unione Europea, nonché attivista con un decennio alle Nazioni Unite, ha espresso il suo entusiasmo per questa presa di posizione europea volta a mettere in atto riforme per la politica sulla cannabis. nel vecchio continente è necessaria una modernizzazione della politica sulle droghe.

    Informazioni sulla politica sulle droghe in Europa (Domande frequenti)

    Cosa significa depenalizzazione delle droghe?

    Il termine depenalizzazione delle droghe si riferisce alle modifiche delle leggi nazionali sul consumo e sul possesso di droghe, nonché sulle relative attività preparatorie, nella misura in cui sono strettamente necessarie per il consumo e il possesso personale.

    Quali sono le differenze tra depenalizzazione e decriminalizzazione?

    Depenalizzazione è sinonimo di decriminalizzazione.

    A cosa si riferisce la legalizzazione della marijuana?

    La legalizzazione della marijuana si riferisce alla modifica delle leggi nazionali sull’uso e sul possesso di cannabis, nonché di quelle che regolano la coltivazione, la lavorazione, il trasporto, il commercio, l’importazione, l’esportazione e la vendita di cannabis.

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    Isidre Carballido
    Fondatore e CEO di Cannactiva | Esperto di cannabis

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